Ma che figurin!

15 Set

Oggi sono in vena di umiliarmi più del solito. Inizialmente volevo parlarvi dei miei viaggi, poi mi sono detta ma che cazzo non ho voglia di scrivere un poema, non per ora almeno. Quella di oggi è una semplice lista dei momenti più imbarazzanti che riesco a ricordare durante i miei 19 anni di vita. (Non ha un ordine cronologico o di importanza.)

– Cena con i miei, ristorante piuttosto elegante, abbiamo appena finito di mangiare. Il proprietario si avvicina al nostro tavolo per chiederci se era tutto di nostro gradimento. La mia risposta fu un bel rutto.

– Età: circa 8 anni. Esco da scuola, c’è una ressa di genitori e bambini. Vedo papà di spalle, e lo abbraccio con forza. Mmmm no non era mio padre.

– Giochiamo a mosca cieca in camera mia.. è il mio turno sono bendata. Prendo tutti i miei amichetti. Poi stanca voglio stendermi sul letto. Continuo a tenere la benda negli occhi. Tra me e me pensavo “tanto so dov’è il tetto, vivo qui da sempre”. Apro le braccia e mi tuffo sul letto. Avevo fatto male i calcoli il letto non era li. sono rimasta distesa a terra vari minuti dolorante.

– Sono in discoteca, alzo un po’ troppo il gomito. ricordo solo che vomitavo a destra e a manca; facendo commenti idioti o senza senso verso chiunque mi passava vicino.

– Tra amiche davanti scuola, io: -sapete quelli con i capelli rossi mi fanno senso, e poi sono quasi tutti brutti.- Alle mie spalle una ragazza rossa.

– Una conoscente mi mostra una foto nel suo telefonino. La guardo e chiedo: -ma chi è questa cessa? ma è normale?- Lei: – è mia sorella.-

– Inverno scale ghiacciate. io: – ragazzi state attenti qua è tutto ghiacciato.- 3 secondi dopo il mio culo si era fatto una rampa di scale.

– Io e il mio ragazzo ci baciamo con passione pensiamo di essere a casa da soli, siamo così presi che non ci accorgiamo che un caro amico di famiglia ci sta guardando dalla porta con aria allibita.

– Di nuovo, dopo aver bevuto troppo in discoteca io e alcune amiche andiamo a casa di una di queste per dormire. Vogliamo fare delle foto ricordo di noi in pigiama. Presa dal brio del servizio fotografico. Faccio una foto con il culo fuori. Il giorno dopo era su fecebook.

– La pausa merenda finisce, sono in ritardo. Entro in classe chiedendo scusa al professore. Quando cerco il mio posto a sedere mi accorgo che non era la mia classe.

– A nuoto finita la lezione mi dirigo verso gli spogliatoi. entro dopo un po che cammino mi accorgo che è pieno di ragazzi. Il papà di un’amica mi fa notare che sono entrata nello spogliatoio sbagliato.

– Insultare con veemenze e gestacci un Bradipo al volante. Accorgersi quando parcheggia che era mia nonna.

– Chiamare il professore papà.

– Scambiare il nuovo prof. di matematica per un bidello e ignorarlo completamente continuando a urlare per la classe.

– Lanciare con forza lo zaino di un’amica in mezzo a un parcheggio. Peccato che lo zaino in realtà non era il suo.

– Strada deserta. Salto e mi dimeno come una rockstar strafatta, con la musica a mille. 3 minuti e 32 secondi dopo la canzone finisce. Spengo tutto. Mi giro e noto con piacere che un gruppetto di persone mi sorride con apprensione e applaude.

– Concerto sulla spiaggia con amici. Dopo un ora abbondante mi fanno notare che ho il vestito rovescio, con le cuciture tutte in bella vista.

Sono solo quelle che ricordo.

Ora avete poco da dire che sono una sfigata, tanto so che siete peggio di me!

Io vi ho fatto ridere (credo) ora tocca a voi far ridere me.

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4 Risposte to “Ma che figurin!”

  1. V. settembre 15, 2012 a 6:51 pm #

    Sei uno spasso!Io non sono certo al tuo livello,ma avevo scritto qualcosa di simile http://meunexpected.wordpress.com/2012/09/02/giorno-6-la-foto-di-una-smorfia/

    • anitaliangirl settembre 15, 2012 a 7:19 pm #

      Sono una frana altro che… Comunque anche tu non te la cavi male da quello che ho letto 😉

  2. eklektike settembre 19, 2012 a 8:14 pm #

    Passavo da qui, e da brava Regina delle Figuracce mi sento in dovere di raccontarne una delle mie.
    Autunno: periodo di revisione della caldaia. Chiamo il centro e prenoto, lasciando il mio nome e i miei dati. Il giorno stabilito arrivano i tecnici e cominciano a lavorare; mentre uno finisce il controllo, l’altro viene da me e mi fa: “abbiamo quasi finito, mi mancano solo i documenti”. Non so per quale strano corto circuito cerebrale io abbia risposto: “la carta d’identità è scaduta, va bene la patente?”
    Ormai credo che sia diventata una specie di storia mitica, di quelle che si tramandano oralmente da tecnico a tecnico :/

    • anitaliangirl settembre 19, 2012 a 8:18 pm #

      sarai ricordata per molto tempo. devi esserne orgogliosa! 🙂

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