Archivio | ottobre, 2012

Mean girls

26 Ott

A me me piace sto clima autunnale, fuori piovazza e comincia a far freschetto anche qui a Trieste.

Mi secca uscire con la pioggia, però mi sa anche da romantico: io la pioggia e il ciclo;  una cosa sola!

Che poi è bello uscire di casa così in tuta, struccata, spaza stile homeless o ancora più fine clochard e anfibiazzi ai piedi. No ce le voglio proprio vedere quelle con le ballerine sotto sto diluvio come so’ messe. ( scusate ma ultimamente mi è ritornato l’odio per ste calzature… ho gusti brutali.)

Massi chi vuoi che mi guardi con sto tempo, in sta città di unti. Poi il ragazzo già ce l’ho.

Quindi posso, anzi devo far vedere al  mondo quanto so’ bella al naturale, come mamma m’ha fatto. E fanculo a mascara, fondotinta, pettine, jeans stretti.

Cammino e mi rendo conto che effettivamente nessuno mi caga.

A parte loro/voi.

Si voi ragazze, donne che siete così cattive. Sì, ok Noi donne che Siamo così cattive.

Sì perché siete voi/Noi che con il vostro/nostro sguardo scrutiamo maligne ogni cosa.

–          Ma hai visto quella che scarpe ha??

–          Ma il muso di quel cane sbaglio o sembra simile a una faccia contorta dal dolore delle emorroidi?

–          No beh, quel tipo devi vederlo, con quel cappello! È appena uscito da un rodeo? Forse è lo sceriffo della città? O un fan di Chuck Norriss?

Si lo so, megere siete/siamo!! Lo facciamo tutte chi più chi meno. Non negate!

Ed è per questo che noi donne prima di uscire ci agghindiamo trucchiamo ecc.. Non lo facciamo per essere alla moda ( non tutte almeno), lo facciamo per far invidia alle altre! Perché si sa che a voi maschi non ve ne fotte se una donna indossa le Nike o delle Manolo Blahnik, a voi vi basta che ve la dia.

E care mie io so (facendo parte della categoria) che ve piace esser le più fighe della compagnia. Lo so che quando uscite con le amiche per andare a “caccia” vi tirate tutte così, il fesso/bonazzo di turno ti vede ed e’ a te che ti si presenta  non alle tue amiche. E voi con sguardo fiero penserete mo’ stasera son proprio bona!

Che esseri complicati, invidiosi, egoisti, egocentrici, Cattivi che siamo!

Ma alla fine piacciamo anche per questo… o forse no?

Mmmm no dai è solo la patata che piace.

Comunque io che son più cattiva di tutte, non solo vado in giro come una pezzente, ma poi sparo pure sentenze e battutine maligne verso chiunque. Tiè

S.

Viva la Sposa!

23 Ott

Io sogno sempre ad occhi aperti, ma sempre sempre è una costante della mia insulsa vita.  No ma se lo dice una ragazza di 14 anni mo’ ce stà. All’epoca sognavo di vivere da sola, di studiare in una città favolosa, di fare festa tutti i giorni, di avere un ragazzo perfetto con il cane perfetto nell’appartamento perfetto.

No per dire ma a parte il cane ora combacia tutto. Si ma non posso certo dire che sia tutta farina del mio sacco… si sente troppo lo zampino della madre e del padre.

Ma insomma il fatto è che mi sento ancora giovane, non ho mai sognato il matrimonio o di avere figli né a quattordici anni ne ora a diciannove (prossima ai venti).

Ma com’è che si dice? Il mondo è bello perché vario.

Quindi quando mi incontro con una cara amica (mia coetanea)  che chiamerò: la futura Sposa rimango a bocca aperta nello scoprire che tra un anno dirà il famoso “Sì”.

Io che vivo ancora a spese dei miei, lei già lavora in un ufficio. E si occupa delle così dette “scartoffie” roba che io non capisco minimamente, e non sono neanche interessata a capire. Lei pensa ai bambini io faccio i capricci con la mamma perché non mi lascia prendere un cagnolino.

Certo che a vent’anni sposarsi è presto. O forse no?

Non lo so e non sono nessuno per giudicare,in ogni caso io sono felice come non mai per la futura Sposa, e già mi immagino la cerimonia! (sto soffocando un gridolino pensando a tutto il cibo che mangerò, e allo shopping che dovrò fare!)

Ho sempre ammirato la futura Sposa, è decisa ha sempre saputo quello che vuole, diretta e sincera anche a costo di essere brusca.  E ora ha realizzato tutto ciò che voleva.

Ma com’è possibile che lei pensi a sposarsi e io alla festa che c’è questo venerdì. Lei ha la testa ben piantata sulle spalle io la mia la devo ancora trovare.

Mi viene di dubbio che non sarò mai abbastanza matura per il matrimonio. E anche se fosse? Mica c’è qualcosa di male no? Tanto si sa che il matrimonio è una convenzione sociale… si è giusto per indossare il vestito bianco.

Ora continuo a sognare e a pensare al tanto temuto futuro e sono fermamente convinta di farmi il culo studiando, poi lavorando e voglio viaggiare finché non mi stanco finché non ce la faccio più. Poi semmai più avanti se capita ci si sposa…

Io e la mia casetta

17 Ott

Regole di comportamento (da me stilate) in casa:

– Sì a urli e schiamazzi vari.

– Sì ad animali di qualsiasi taglia e forma.

– No pulizia maniacale: si pulisce solo se necessario. Si lavano i piatti solo quando iniziano a puzzare; si passa l’aspirapolvere solo quando diventa difficile camminare; si spolvera quando c’è un dito di polvere; i vetri si lavano da se quando piove; per il bagno è sufficiente togliere la cacca dal wc; e MAI fare il letto.

– Sì a cucina sperimentale. A pranzo cucina S. (perché a casa da sola) e a cena A. ( per tutti e due)

– Sì a feste con amici/ sconosciuti.

– Sì a tv sparata a mille.

– Sì a sbattere indumenti/ tovaglie sporche nel balcone di quelli al piano di sotto.

(queste foto sono state scattate i momenti di massimo splendore, la realtà è ben diversa)

Come ho imparato con i miei studi: poche leggi ma buone e chiare.

Dura lex, sed lex.

S.

Il giorno dopo

14 Ott

Sono troppo stanca, la mia prima Barcolana è estenuante. Ma ricca di fatti più o meno irrilevanti.

Tra cari amici che mi vengo a trovare. Feste improvvisate nel mio appartamento. Vini di dubbia provenienza comprati in bar cinesi. Concerto di Elio e le storie tese (gratuito quindi bello.) Spritz. Vodka. Gin. Vomito per tutta la casa. Nuove e bizzarre conoscenze.

Basta sono ancora troppo confusa per scrivere.

Vi lascio con la foto più bella del mondo.

Io tipo me la guardo circa 5 volte al giorno, e vado fuori di testa. La mia voce cambia e diventa acuta mentre dico cose tipo: “cuccioloooooo! ammmmmore! ciccione miooo! occcchietttti! zammmpine!”

è una reazione comune giusto??

C’era una volta

11 Ott

In questa desolata sera triestina nella solitudine del mio appartamento ripenso alla mia infanzia.

Quando usavo le scarpe con gli strappi, perche io ho imparato a fare i lacci a dieci anni.

Quando mangiavo solo pasta in bianco e prosciutto.

Quando volevo un cane e invece mio papà mi compro un inquietante uccellino che mi ha cagato subito addosso.

O di quando non volevo più fare la pipi e sono dunque finita all’ospedale; quella volta il babbo mi compro barbie, più cavallo delle barbie, più casa delle barbie per farmi andare in bagno e fu così che con l’arrivo dei giocattoli arrivo anche lo stimolo.

Si ero/sono viziata. Ero la principessa di casa e sognavo di fare la modella.

Se ambivo alla fama, il mio animo rimaneva comunque umile e pio, di fatti tra i miei giochi preferiti c’era la ladra che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ero accessoriata con spada (baston de legno) gas soporifero (palline rimbalzanti) e la mia super auto sportiva (una sedia capovolta). E come non citare un altro gioco per eccellenza della mia infanzia: la poverella. Per qualche inspiegabile motivo adoravo vestirmi con vecchi stracci prendere il mio cagnolino di peluche e fare la finta barbona con annessi problemi di saluti (lo snippo: una inspiegabile malattia) senza contare i problemi con la polizia immaginaria che voleva sfrattarmi dalla mia baracca ovvero il tavolo da pranzo.

Ma amavo anche stare all’aria aperta soprattutto quando c’era vento perché il mio sogno era quello di volare con l’ombrello proprio come Mary Poppins. Mentre tentavo un decollo ricordo di aver infilzato con l’ombrello l’occhio di una mia amica.

E come non parlare del mio incubo ricorrente ovvero il lampadario di color arancione. Perché mi terrorizzasse non lo so ma solo dio sa quanto mi cagavo addosso quando lo sognavo.

Ora il tempo è trascorso non uso più le scarpe con gli strappi. Mi fa cagare colorare. Il papà alla fine mi ha comprato un cane quando è morto l’uccellino. Continuo a fare pipi raramente e non voglio/posso più fare la modella. Ora la poverella la faccio per davvero e non più per gioco. E non uso mai gli ombrelli.

Voi quali improbabili giochi facevate da piccoli? O cosa vi terrorizzava?

Dalla Papua Nuova Guinea con furore

8 Ott

Ormai sono fortemente convinta che in stazione dei treni hai il 70% di possibilità di incontrare gente che pensi sia morta e sepolta o abbia lasciato il paese per trasferirsi in Papua Nuova Guinea per raccogliere frutti tropicali.

Invece sono li ad aspettare il treno. Ti accorgi di come passa il tempo non hanno più il ciuffo ora portano i capelli alla El Shaarawy.

Belli, proprio un bel taglio. Ma poi gusti son gusti. (fino ad un certo limite, insomma, tutti concordano sul fatto che Mila Kunis è gnocca).

Ma allora la stazione è come una sorta di terra di confine tra il mondo dei morti e quello dei vivi. C’e chi va a morire e chi miracolosamente ritorna in vita. E chi poi decide di prendersi alle ore 7e38 uno spritz campari se poi hai l’accento slavo i capelli unti e lunghi e vai in giro in zavatee, ancora meglio. Come c’è SEMPRE l’extracomunitario RIGOROSAMENTE al telefono (su questo farò un post più specifico).

Le stazioni mi danno sempre quella sensazione di sporcizia.

Bleah

No ma S. tu credi di essere pulita?

No

Ecco non sputare nel piatto in cui mangi.

Non sono sicura che questo centri col post.

Svegliarmi all’alba mi confonde ancora di più il cervello.

Saluti S.

La caduta

6 Ott

Fino a ieri la caduta plateale in discoteca me l’ero sempre risparmiata.

Un po’ perché non amo stare sotto i riflettori; un po’ perché, nei momenti di squilibrio, aggrappandomi a persone, muretti o altre cose improbabili, sono sempre riuscita a farla franca.

Fino a ieri.

Partiamo con ordine. Mo’ ieri sono ritornata in madrepatria, dopo la mia prima settimana di università. E vuoi non festeggiare il ritorno a casa?

Che poi quando sono a Trieste festeggio perché sono finalmente fuori casa, e vai di spritz, baretti, e locali.

Fatto sta che io qua o la festeggio sempre e comunque. Bo vabbè ma questo è un altro discorso.

Mi sono ricordata di una festa a tema che fanno a Mestre ogni tanto.

ANDIAMOCI.

Quindi vestita con pantaloni a pois di seta ( sembra proprio un pigiamino carino carino, erano pure comodissimo), più scarpa con gli spuncioni (borchie), partiamo per quel di Mestre.

Superata la selezione (sì perché qua a Mestre i xe cattivi, e se no te si vestio a tema te torna a casa). Balliamo, beviamo, parliamo, un pochino mi era mancato il clima particolare di queste feste a tema. (tema: texture)

Tutto procede. Finché un infido scalino di 2cm non rovina, ulteriormente, la mia già discutibile reputazione.

Io, sopra i trampoli da 20cm, scivolo con il piede destro, piego quello sinistro e infine mi accartoccio su me stessa come un sacco di patate mezzo vuoto.

Analizzando movimenti del corpo e espressioni del mio viso, possiamo suddividere la caduta in diverse fasi:

  1. Poco prima del fatto. Sono sicura di me cammino convinta. ( forse un po’ troppo a causa della vodka-redbull).
  2. Non vedo lo scalino, e scivolo con il piede destro. Espressione del volto smarrita. Non ho ancora realizzato che sta succedendo.
  3. Piego il piede sinistro. Posa innaturale del corpo. Espressione di dolore, mentre cado a terra con il culo, nel putridume del pavimento.
  4. Accartocciamento. Realizzo. Espressione mista tra imbarazzo, rabbia, e rincoglionimento ( per cause sia naturali, sia la forte musica e l’alcool.)

Tutte e 4 le fasi, durate in totale un secondo, sono state accompagnate da un urlo che solo Munch può capire di che parlo.

Dopo il fatto sono rimasta li a terra tra risatine e ragazze preoccupate per la mia incolumità.

Io e la mia goffaggine tentiamo di rialzarci, buttando a destra e a manca le braccia in aria, (stile neonato che vuole essere preso in braccio) in attesa che qualcuno mi raccogliesse.

Alla fine Mr C. mi ha raccattato dal pavimento.

Comunque non sono subito corsa a casa con la coda tra le gambe…… per decenza ho aspettato 20 minuti. Giusto per dare l’idea che era tutto apposto. ( ci sono ulteriori foto nel mio profilo facebook, ma non le raccomando)

Tanto c’è cade sempre qualcuno in discoteca. Se ne saranno già scordati….