Archivio | febbraio, 2014

Tra i talenti che non ho…

13 Feb

Ci sono delle bambine che sanno flirtare appena escono dalla placenta della madre, cadono nelle mani del dottore e già subito gli fanno gli occhioni dolci ancor prima di piangere!

Perciò tutti quei manuali o guide del cazzo che come scopo hanno l’insegnamento di tecniche per rimorchiare, dicono cagate!  è come  insegnare a scrivere a un cane, non si può fare visto che è nato senza pollice opponibile!

Quindi c’è chi lo fa perché ci nasce con questa capacità. E chi come me oltre a non poterlo fare, manco riesce a riconoscerlo.

Ricordo che non mi accorgevo mai quando c’era un ragazzo ci stava provando con me, fortunatamente Giulia è dotata di radar e capisce al volo queste situazioni, addirittura con anticipo di settimane, geniale!

é  normale quindi che mi chieda spesso come sono riuscita a fidanzarmi. Andrea conferma di non averci provato con me inizialmente. E siccome è passato tanto tempo per potermi ricordare i fatti, sono arrivata alla logica conclusione che i miei genitori vedendomi triste e sola a Natale mi abbiamo regalato Andrea già pronto sotto l’albero in modalità fidanzato.

Però alla fine flirtare, o quanto meno far capire a un ragazzo che sei interessata a lui, non dovrebbe essere poi così difficile.

Per esempio se così dal nulla una ragazza chiede a un ragazzo che ore sono è ovvio che ci sta provando visto che come tutti pure lei avrà un efficiente cellulare con un altrettanto efficiente orologio. Se ti guarda insistentemente ci sta provando. Se ti scrive con una scusa inutile, magari facendo finta di aver sbagliato numero, ci sta provando. Se mette mi piace random su ogni tuo stato o foto, ci sta provando. E Se ti sorride non è certo per una paralisi alla mascella, ci sta provando! (O almeno così farei io.)
C’è basterebbe che i ragazzi facessero un semplice ragionamento: se una ragazza parla con me quando ho la possibilità di parlare anche con altri è perché forse sta facendo dei pensieri impuri sul mio conto.

Ma non pretendo certo che tutti gli uomini capiscano tale complicato concetto.

Loro ci arrivano solo quando ti tocchi i capelli, tieni la testa inclinata il collo scoperto, sorridi, lo sfiori quasi per sbaglio, gli fai l’occhiata da femme fatale, mentre ti mordi il labbro, e parli in maniera seducente. Tutto questo con i tacchi e a rallentatore.

E io non lo so fare. E tanto per dire quando rido sputo.

scarlett_johansson

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Gli amici speciali

2 Feb

Ci ripensate mai al vostro primo fidanzatino?

popo

Io no sinceramente. Ma ieri mentre mi stavo provando un paio di stivaletti scontati del 50% mi è balenato nella mente un vecchissimo ricordo del mio primo fidanzatino. In effetti gli stivaletti non c’entravano proprio nulla con il ricordo che, di fatto, mi è apparso dal nulla. Come quelli che ti chiedono le offerte durante la messa, che non sai mai da che parte della chiesa provengano, appaiono e basta.

E ripensando a Tommaso (nome di fantasia) mi sembrava quasi di richiamare alla mente una figura mitologica, o un’antica leggenda, tipo il Minotauro o Atlantide. Quelle cose che ti chiedi se siano esistite davvero, se siano veramente successe o se sono frutto di fantasie? 

Che poi definire Tommaso fidanzato era/è una pazzia. Amichetto speciale semmai, che mi sembra più adeguato. In ogni caso non ricordo molto della nostra “amicizia speciale”, e forse perché non c’è nulla da ricordare. Dopotutto a 14 anni, quando il giorno prima giochi con le barbie e quello dopo c’hai l’amico speciale, non poteva che venir fuori una grande merdaccia. Come tutte le prime esperienze del resto, per far le cose fatte bene c’hai bisogno di pratica.

E pensare che, ancora a 14 anni se un ragazzino era interessato a una femmina (così erano definite le bambine) lo dimostrava insultandola o dandole fastidio. Solo alle superiori capiscono che questa tecnica non porterà da nessuna parte, e viene sostituita da fiori e complimenti.

Eppur Tommaso non mi aveva mai insultata ne dato pizzicotti ecc.. Era sempre stato carino e simpatico, forse perché aveva amici più grandi che gli avevano dato i giusti consigli; o forse perché bastavo io, che al tempo ero incazzata con tutto e tutti, odiavo tutto e tutti, insultavo tutto e tutti, picchiavo tutto e tutti.

E anche se sono stata lasciata (se non sbaglio), anche se non era un cazzo, anche se ero una quattordicenne acida. Quando ho ripensato a Tommaso, l’amichetto speciale, mentre provavo gli stivaletti, non ho potuto trattenere una risata.

Caro Tommaso ovunque tu sia, che tu legga o meno questo post, ti dedico la mia risata!

S.