Archivio | marzo, 2014

Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino

24 Mar

Io vi odio. Vi odio tutti.
Perché mi fate sempre quelle domande a cui sapete poi come rispondo…
-qual’e il tuo sogno?
– cosa vuoi fare della tua vita?
– mi ti vuoi sposare?
– dopo l’università che fai?
– qual’e il tuo hobby?
– dimmi un po’ chi sei?
….Rispondo di merda.

Smettetela di chierde. Di farmi pensare; di scrivere post interessanti che non posso non leggere e mi fanno ripensare. Basta cercare di scoprire il mio io più profondo. Chi cazzo ve l’ha chiesto? io no di certo. Non voglio essere guardata, ne tanto meno guardarmi. Non voglio riflettere.
Io sono Peter Pan.
Parlare, scrivere, bere, ascoltare, studiare, uscire…vivere per evitare risposte scomode.
Che io la vita scomoda non la voglio, che è difficile e vera e fa paura.
Io sono Peter Pan che vuole solo giocare e ridere, che la risposta seria, quella vera, alla tua domanda non te la darà mai. Perché non voglio sapere, perché me la faccio sotto.
Io sono una paraculo che preferisce vivere nel dubbio eterno piuttosto che scoprirsi essere una personcina davvero superficiale, e sciocca.

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Saluti
Peter Pan

A carnevale

6 Mar

-Qualcuno sa a che campanello dobbiamo suonare?-

Nessuna ne aveva la minima idea. Per fortuna si avvicinò un ragazzo, vestito da sceicco che divertito suonò deciso un campanello. Salimmo sei piani di scale tutti assieme, al sesto ormai conoscevamo benissimo lo Sceicco.

-Ma se poi non è una festa, e vogliono solo violentarci? guardate che queste cose succedono!-

Alzai gli occhi al cielo, ci mancavano solo le paranoie di Laura. La situazione non era delle migliori la metà di noi era ubriaca, tra le quali Manu. Lei ,di fatto, era l’unica ad aver ricevuto, pochi giorni prima, l’invito alla una festa in maschera, in questione, da parte di due sconosciuti.

Potete immaginare lo stupore del ragazzo che, vestito da Rocky, aprì la porta e oltre alla Manu  si trovò davanti altre 7 ragazze più o meno mascherate, con in mano due bottiglie di vino scadenti. Comunque com’era giusto che fosse ci fece entrare e ci presentò il resto dei presenti una quindicina in tutto, tra cui Macklemore, lo Scheletro, il Pagliaccio, il Boss balcanico, il Tirolese.

-Ragazze avete assaggiato lo Spritz? é strano, per me ci hanno messo dentro della droga. E la telecamera che riprende l’avete vista no? inquietante! In più il Boss balcanico mi ha detto che ha violentato delle ragazze dalle sue parti…. Per scherzo ovvio….. Però ripensandoci un po mi fa paura.-

Alzai gli occhi al cielo nuovamente, questi pensieri non ci avrebbero portato a nulla di buono. Dopo un piccolo brainstorming in bagno per tranquillizzarci e sistemarci il trucco, potemmo goderci la serata con nuovo spirito.

E fu il nuovo spirito (e un po di birra, vino bianco , prosecco, vodka lemon, disaronno) che portarono Manu a rompere le scarpe del Pagliaccio ed a improvvisarsi dj; mentre Arianna si cimentava con l’inglese, parlando con i ragazzi erasmus. Martina con il suo iphone ha immortalato la serata con selfie che manco agli oscar son venuti così bene, ha anche indossato un elmo della seconda guerra mondiale utilizzato per l’ultima volta dal nonno morto in battaglia, del proprietario di casa (che non ne sembrava troppo contento). Laura invece ha ripiegato su un capello da ufficiale. Qualcun’altro a vomitare in un bicchiere; lo Scheletro ha rovesciato il prosecco a terra creando un delizioso laghetto, inoltre arrivando con il maglione inizialmente bianco a fine serata se lo ritrovò nero. Lo Sceicco buttava sarde. Io ho fatto pubblicità al ristorante di famiglia, che ognuno tira acqua al suo mulino. Abbiamo utilizzato come posacenere il souvenir della vacanze di famiglia dell’altro proprietari della casa (che non ne sembrava troppo contento). 

A fine serata il delizioso appartamento arredato con mobili moderni e costosi, puzzava, era pieno di fumo (che solo i padani immaginano), con bottiglie ovunque, vomito, pavimento bagnato e appiccicoso, e alcuni cimeli di famiglia sconsacrati.

Mi sa che non rivedremo mai più quella casa, e quella gente…

noi agli oscar

le ragazze con Rocky

Laura l'ufficiale, Scheletro e Martina la soldatessa

Ciky e io selfie dall'alto come Belen

Io e Ciky trasgressive in bagno

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4 Agosto 2010

3 Mar

C’era un’afa pazzesca il 4 Agosto del 2010, e l’umidità all’80%. Sul cielo a brillare a quell’ora non c’era il sole, ma una luna tonda tonda.
Sfrecciare sullo scooter era una benedizione! L’aria tra i capelli che uscivano dal casco, e il vestito che svolazzava qua e la.

Ci fermiamo all’entrata del parco.

– Chiude alle 7… siamo in ritardo di sole 3 ore.-

Non sembrava che gli importasse un granché degli orari, mi prese la mano mi portò in un punto dove il parco confinava con delle villette bianche, c’erano dei pioppi che crescevano a ridosso della recinzione e sporgevano verso le graziose casette. Con un balzo si arrampicò velocemente sull’albero e scavalcò la recinzione del parco.

– Lanciami la borsa e scavalca.-

Cercai di essere il più veloce possibile, e per poco non finii con il sedere per terra. Ma A. prontamente riuscì a evitare la mia caduta. Un rumore ci fece sussultare, il guardiano del parco stava facendo il suo giro notturno e aveva azionato gli annaffiatori. A. mi mise una mano davanti alla bocca per evitare che il mio urlo attirasse l’uomo di mezz’età che con la torcia illuminava le collinette del parco.

Ci rifugiammo all’interno di un castello dei pirati (?) in attesa che il guardiano se ne andasse e che gli annaffiatoi si spegnessero.

– E ora?-

– Guardiamo le stelle.-

Ci arrampicammo sul castello e li dalla torretta guardammo le stelle per lungo tempo. Un Eternità. Poi ci baciammo, per un’altra Eternità.

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Saluti

S.