Quando ho smesso di seguire Dio su Twitter.

2 Mag

Tutto ebbe inizio il 1 maggio 2014. Io ero rimasta a Trieste sola e annoiata. Ero rimasta in città perché avrei dovuto studiare per l’esame, mentre il mio ragazzo era tornato a Jesolo, le mie amiche erano tornate, e la triestina Manu era fuori città a un concerto.
La condizione ideale per dedicarsi allo studio senza distrazioni.
Alle ore 19:00 decisi,disgraziatamente, di farmi un giretto, respirare un po’ di aria fresca, vedere il mare e poi ritornare a casa. E mai scelta fu stata più errata di questa.
Appena la porta di casa si chiuse dietro le mie spalle, mi accorsi di non avere le fottute chiavi.
Il gelo, la disperazione. Le chiavi dentro, io fuori. I libro dentro, io fuori. Le finestre aperte con il temporale in arrivo e io fuori. I trucchi dentro e la mia brutta faccia fuori.
Nessuna amica in città.
Ho provato a fare come faceva lupin nei cartoni: aprire la porta con una carta di credito ma nulla. Di ferramenta neanche l’ombra perché il 1 maggio a quanto pare nessuno lavora. I vigili del fuoco si posso chiamare sono per le emergenze. (Emergenza studio per esame imminente non conta.)
L’unica via era prendere il treno, tornare a Jesolo, prendere le chiavi che A. si era portato con se e ritornare l’indomani a Trieste.
Fortunatamente avevo con me documenti e 20€. Sfortunatamente l’ultimo treno sarebbe partito tra 10 minuti. Sono corsa in stazione. Corsi pensando che almeno per quel giorno, per almeno 10 minuti sarei potuta essere Bolt. E ce la feci, presi l’ultimo fottuto treno!
Dopo aver chiamato vari famigliari e avvisato del mio ritorno imprevisto, scopro che nessuno poteva venirmi a prendere in stazione; alla fine riesco trovare uno zio che dalla stazione mi ha portato a casa.
Il primo maggio era finito, ma l’incubo no.
Il giorno dopo ovvero 2 maggio 2014 (ovvero oggi) di buona mattina, dopo avere preso le chiavi a casa di A., vado a prendere il treno per ritornare in città.
Mi dico bene arriverò a un orario decente, bene avrò un bel po’ di tempo per studiare.
Ma già il tempo mi faceva capire che no, Sara tu sei sfigata. Perché grandina, cazzo merda! Grandina il fottuto 2 Maggio!!
Sotto il temporale aspetto il treno. Aspetto… Aspetto… Aspetto… Aspetto. Finché non viene annunciato che anche il fottuto treno è in ritardo di 45 minuti!
E io ho freddo e piove.
Ora sono in treno. Ma so che a Trieste mi aspettano altre sfighe. Forse sciopero dei bus?! Forse casa allagata?!Forse sciopero dei bus e casa allagata?!
Chi può saperlo… Solo Dio.
Ed è per questo che ora non lo seguo più su Twitter!

20140502-114619.jpg

A presto,
La vostra sfigata S.

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8 Risposte to “Quando ho smesso di seguire Dio su Twitter.”

  1. Zio Gio maggio 2, 2014 a 8:03 pm #

    Facci sapere se hai trovato la casa allagata

  2. ylian89 maggio 3, 2014 a 7:19 am #

    E per questo motivo che prima di uscire faccio l’inventario di tutto ciò che sta nella mia borsa xD

  3. I'm unidentified maggio 3, 2014 a 1:23 pm #

    Ahahahah mi dispiace tanto per te, ma questo post è davvero divertente… Storie di ordinaria follia 🙂

  4. I'm unidentified maggio 3, 2014 a 1:23 pm #

    Che poi… Correre per prendere il treno, ti fa sentire estremamente vivo! Baci 🙂

  5. samantagiambarresi maggio 6, 2014 a 12:54 pm #

    Che avventura… per fortuna casa non era allagata 😉

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