Chi non muore si rivede

10 Dic

È da mesi che non scrivo nel blog.
Ma ora non riesco a scrivere qui.
Sto portando avanti un’altro progetto, che assorbe tutte le poche energie che ho. Un progetto che è un po’ come il mio bambino ha bisogno di me, mi sfinisce e mi esaspera, ma spero davvero di riuscire a farcela e mostrarvi orgogliosa il risultato finito.
Si mi dispiace immensamente non confrontarmi più con voi cari compagni bloggers e non leggere più i vostri post. Anzi mi vengono anche un po’ ad essere sparita così nel nulla.
Il mio non è certo un addio al mondo di wordpress, ritornerò con rinnovate energie e avrò tante cose da dirvi!
Vi ringrazio davvero TUTTI, ogni blog che seguo è speciale a modo suo, mi avete ispirata, fatto ridere e ragionare.

Ad alcuni di voi però tengo particolarmente, perché anche se non ci siamo mai visti ne parlati io vi leggevo sempre con ammirazione, curiosità, e il sorriso sulle labbra. Quindi grazie a:

La rockeuse,

Occhi nel crepuscolo,

Angel Cage,

Memorie di una vagina,

Latex and Lollipops,

Diario di una sBronza consapevole,

Il blog di Roberto Emanuelli,

The importance of being improbable,

Zone Errogene. 

 

A presto Stronzi.

S.

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Diverso è sbagliato.

21 Ott

Sono impegnata, indaffarata. Ma questo post, che sarà breve, DEVO scriverlo.

Diversi mesi fa venni a conoscenza di un ragazzo della mia età, più o meno (23 anni) che sembrava esser riuscito a fare il colpo grosso, a fare un po’ quello che tutti gli sbarbatelli ventenni vorrebbero fare: frequentare una bella Milfona.

Si diceva che era una bella donna, sulla quarantina con una figlia. Comunque potete benissimo immaginare le reazioni di tutti: da un primo momento stupore, si passa alle pacche sulla schiena, i sorrisi compiaciuti, i cori di incitamento.

I motivi che portano a relazioni di questo tipo possono essere i più svariati: magari sei la persona più interessante che abbia conosciuto; magari è perché sei un bel ragazzo; magari questa donna cerca solo qualcuno con cui divertirsi e tu sei stato il primo che le è capitato sotto mano. E tu stai con lei magari perché fa figo; magari perché ti fa i regali; magari perché sei annoiato.

O magari vi piacete. O magari vi amate.

Insomma le stesse dinamiche che possono accadere a tutte le coppie del mondo, delle stessa età o con età diverse, omosessuali o etero sessuali, con la stessa nazionalità o meno.

Una volta che siano tutelati, com’è sacro santo che sia, eventuali figli, ha davvero tutta questa importanza l’età?

Secondo il mio modesto parere è solo una questione di abitudini. Siamo abituati a pensare che questo sia normale e quello no; che quello sia giusto e quello no. Ma cosa c’è di anormale e di sbagliato in due persone che si piacciono e vogliono passare del tempo assieme? 

Per secoli e secoli giovani ragazze, spesso ancora bambine, venivano date in spose a uomini ben più grandi di loro. E questo era normale e giusto per le famiglie e la società dell’epoca. Non voglio certo dire che questo sia un comportamento corretto oggi, perché i bambini hanno il diritto di crescere in serenità e di passare una giovinezza spensierata.

Ma una volta raggiunta la maggior età non si è forse liberi di fare le proprie scelte?

Forse giusto e normale non sono assoluti, non sono per sempre.

 

P.S.

E se succedesse a una ragazza di frequentare un uomo più grande di lei?  Secondo voi qualcuno le darebbe pacche sulla schiena o sguardi d’ammirazione? 

 

Saluti S.

Manco andassi in giro nuda.

25 Set

Anni fa andai a fare un safari in Kenya. Poi mi resi conto che non serviva prendere un aereo per vedere animali selvaggi. Dovevo solo uscire di casa.

l venerdì sono i nuovi sabato per noi grandi. Eh si perché da due anni faccio parte di questa nuova classe sociale; addio adolescenza, addio scuole, addio compiti al pomeriggio, interrogazioni, sveglia alle 6, addio (in partire) all’ansia genitoriale.

E se non ti svegli più alle sei, e se i tuoi non si preoccupano più quando torni a casa alle 5 allora che senso ha uscire solo sabato sera? Con il rischio poi di incontrare, tra un locale e l’altro, tua sorella di 16 anni, e così non solo tu senti vecchia dentro ma ti viene pure voglia di correre a casa e fare il testamento che non è mai troppo presto.

Quindi noi grandi usciamo in settimana, che poi dipende dal giorno libero a lavoro o se c’è lezione di papirologia (che quella si può sempre saltare).

Ognuno, poi, esce con il suo branco.

Quelli…“solo camicie blu e giacca”  l’eleganza prima di tutto.
Quelli…“solo k-way, zaino, e occhiatacce” che se il tempo cambia almeno sono preparati, e già incazzati.
Quelle…“solo tacco grazie” perché la femminilità si misura in cm.
Quelli… “Solo felpa, jeans “ perché va sempre bene, tanto devo solo bere come una merda.

Ogni specie animale ha il tuo territorio: che siano gli angoli delle vie senza illuminazione, o il centro della piazza, o il bancone del bar.
Ognuno sa qual’e il suo posto nella savana e rispetta quello altrui.

Ora non mi dilungo sulle specifiche delle varie specie, come dinamiche tra i vari gruppi o relazioni tra soggetti del medesimo branco. Sopratutto perché non ho molte esperienze sul campo, sopratutto io perché faccio parte di un branco non branco.

Quelli… “Solo disagio” perché anche se fossero la donna/ l’uomo invisibile sarebbero pronti a giurare che l’intero regno animale parla male di loro e li fissa costantemente.

Disagiati. Che si siamo tanti ma noi si viaggia in solitaria o a piccoli gruppi di massimo 3/4. Che confidenza non la si da neanche alla sorella di 16 anni che mi fa salire il crimine con la sua voglia di vivere. Che ci aggiriamo a random per cercare uno spazio che non ci andrà bene. Che non sappiamo che fare, o come fare, o quando fare. Che qui c’è troppo confusione, e il troppo silenzio. Che o sbronzi o a casa sotto le coperte. Che dove andiamo? Ma sopratutto chi c’è?
Disagiati perché partiamo euforici da casa dopo aver visto quanto è bello il mondo su national geographic e poi dopo un ora d’aria chiediamo aiuto all’isis per bombardamenti a tappeto su tutto il triveneto.
Disagiati che se pensano è la fine.

Di fatti Fine.

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S.

Saluti dalla Eli

17 Set

Dopo 2 mesi di attesa mi sembra giusto mostrarvi alcune foto del mio viaggio a Londra. Sono poche lo so. Ma buone.

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Trafalgar square. Vista dall’entrata del british museum

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Big Bang e un po’ di Westmister. In primo piano potete osservare una manifestazione per la pace sulla striscia di Gaza.

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Big Bag again. E due bambini dall’aria sveglia.

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Graffito a Brick lane.

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Giardino giapponese a Holland park.

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Noi alcolizzati al messicano.

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Tower of London. Quasi ricoperta da papaveri rossi fatti a mano per celebrare i 100 anni dell’ingresso del Regno Unito nella Prima Guerra Mondiale.

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The White Tower.

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Boo all’interno della Torre.

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Io e l’audio guida (da vera turista).

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I corvi della Torre di Londra.

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Io gonfia di orgoglio con il Tower Bridge sullo sfondo.

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Stadio dell’Arsenal.

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Il disagio nella sala conferenze dell’Arsenal. E la mia amata audio guida.

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Io allo stadio del Chelsea con delle coppe dietro.

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Stadio del Chelsea.

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Io e una Grande coppa.

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Graffito a Waterloo.

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Il classico spuntino delle 3 e mezza.

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Il classico té delle 5.

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Parco all’interno del Victoria and Albert museum.

Le foto sono state fatte da un efficientissimo Iphone.

P.S. Rega, lettori, amici scusatemi se mi sono presa tempo per farmi i cazzi miei. So di essere in arretrato con i vostri blog (che adoro), in questi giorni verrò a trovarvi, visto che mi mancate!

A prestissssssimo!
S.

Jesolo: l’inferno in terra.

6 Ago

Signore e signori Jesolo è lieta di presentarvi… CODA.

Coda il weekend, coda il lunedì, coda anche il martedì, coda con il sole, con la pioggia, coda al supermercato, in spiaggia, sui marciapiedi.

CODAAAAAAAAAAAAA.

Se non avete mai sentito parlare di Jesolo, fa nulla, anzi tanto meglio per voi. Ma dovete sapere (giusto per capire il post) che questa cittadina di mare in provincia di Venezia, di circa 25.690 abitanti d’estate accoglie circa 1.055.643 turisti.

Dove la mettiamo tutta sta gente?!?!? Boh non l’ho ancora capito.

Da Maggio fino ai primi di Agosto orde di tedeschi, austriaci, russi, e inglesi si spiaggiano sul nostro lungo mare. Il turismo straniero è accettabile sebbene i calzini con i sandali, sebbene il fatto che non sappiano usare le posate, sebbene facciano le rotonde 6 volte perché non capiscono i cartelli, sebbene il loro colorito viola dopo 15 minuti al sole con protezione 50, la loro lingua ruvida e incomprensibile, ecc; impari a sopportarli, e perfino ad apprezzare i loro bei portafogli gonfi.

Ma ad Agosto la situazione cambia. Ad Agosto è proprio la fine. Ogni jesolano sa che questo è il mese peggiore dell’anno. In questo mese i crucci lasciano il posto ai nostri compaesani.

Io lo chiamo il mese del turismo ignorante.

Dovete sapere che l’italiano medio che viene in vacanza a Jesolo si prefigge uno scopo ben preciso durante la sua permanenza qui: spendere il meno possibile, e svangare i coglioni ai residenti il più possibile. Questa tipologia di turisti si porta da casa cibo, materassi, wc; tutto praticamente. C’è voglio dire vieni a casa mia, parcheggi SOLO sui divieti di sosta, i tuoi bambini urlano come indemoniati per strada, tua moglie starnazza qua e la, fai un accampamento in riva al mare tra tende, ombrelli, tavoli e chi più ne ha più ne metta; e TU mi vuoi dire che non ti compri manco un cazzo di gelato?!?! Ok che c’e crisi ma noi che vi ospitiamo mica guadagniamo grazie alle scorregge che mollate in via Bafile.

Come se non bastasse, c’è anche di peggio: il turismo dei giovani. Detti anche “turbofioi”  il tasso di tamarrosità di questi ragazzi, tra i 15 ai 30, supera di gran lunga quella dei componenti del geordie, jersey e gandia shore messi assieme. I turbofioi con le loro auto modificate e la musica dance del momento sparata a mille, non vedono l’ora di passare le vacanze a Jesolo per poter vomitare in piazza Mazzini, urlare alle 5 del mattino, rubare (da ubriachi) biciclette perché il taxi costa troppo, stravaccarsi in spiaggia a tutte le ore del giorno e della notte a dormire, bivaccare, vomitare ancora, fare bunga bunga.

Sfortunatamente io sono nata e vissuta in questo inferno. Però da Ottobre a Marzo Jesolo è fantastica!

Comunque come si dice…. Se non puoi batterli unisciti a loro.

Quindi ecco la mia compilation ignorante:

– No stress, Laurent Wolf.

– una a caso di Avicii.

– Una a caso di David Guetta.

– Una a caso degli Eifel 65.

– Una a caso di Gabry Ponte.

– Saturdy night, Whigfield.

– No Limit, 2 Unlimited.

– Cotton eye joe, Rednex.

– Discovery channel, Bloodhound gang.

 

Potrei continuare per ore, ma vi risparmio. Anzi scrivete voi qui sotto le canzoni più tamarre che conoscete!

Saluti

S.

 

P.S. A breve pubblicherò foto ignoranti del mio viaggetto a Londra.

Wake up!

26 Giu

Qualcuno propose di giocare al gioco delle imitazioni.

Si misero tutti a sedere. Alcuni sul piccolo divano verde pallido, a due posti; altri presero delle sedie dal lungo tavolo in legno, cosparso di lattine di coca-cola, e qualche birra, mentre su fondo erano ammucchiati i piatti sporchi.

Agata si alzò, tutti la guardavano attenti, come sempre. Non che fosse una ragazza particolarmente bella o intelligente, nella norma direi, ma tutti la guardavano, tutti la salutavano,tutti le sorridevano, tutti volevano essere suoi amici o suoi fidanzatini. Cominciò a camminare con le gambe divaricate e piedi a papera, ad ogni passo spostava il peso da una parte all’altra del corpo, ondeggiando. Le dita della mano destra stringevano una sigarette immaginaria, mentre con la sinistra gesticolava. Ogni tanto perdeva la concentrazione e scoppiava in un sonoro sghignazzo, per poi subito ritornare a calarsi nella parte.

Il personaggio imitato da Agata non poteva che essere il suo nuovo ” quasi fidanzatino” Giorgio. Un tipetto con il sorriso stampato in faccia, la risposta sempre pronta, e due occhi verdi che non smetteva mai di muovere. Si atteggiava da bullo arrogante, come solo un quindicenne sa fare, ma tutti noi sapevamo, infondo, che era un ragazzetto dolce e amichevole.

Era il turno di Irma, una ragazzina timida ma sorridente, un pò impacciata nei modi. Dopo essersi spostata dall’angolo dov’era seduta, iniziò. Si sedette sul divano con Agata, sorridendole, riempiendola di complimenti, chiedendole se le serviva qualcosa, annuendo a ogni suo gesto o frase. Si metteva continuamente i capelli dietro le orecchie e la guardava con esagerata adorazione.

Tutti si misero a ridere per l’imitazione, io mi unii al coro, non riuscendo a capire di chi si trattasse. Irma iniziò a guardarmi, dopo poco mi sentii addosso anche gli occhi degli altri.

Rossa come un peperone capii che si trattava di me. Era così che mi vedevano dunque?! Una tipina bassina e silenziosa al guinzaglio di Agata. Una servizievole amica che non chiedeva nulla. Una bambola programmata per annuire, senza un’opinione. Ed io non me n’ero mai accorta.

Quel giorno nella mia testa suonò una sveglia improvvisa.

Quel giorno era il mio Big Bag.

Quel giorno decisi che non sarei più stata la silenziosa ombra di nessuno. Preferii essere un cane randagio. E imparai a prendermi dalle persone tutto quello che potevo.

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S.

 

 

Settimane fa al random party.

18 Giu

25/5/2014

Giuro che inizierò un corso di autodifesa, arti marziali, o pugilato.
Ho scoperto di avere una vagonata di rabbia repressa. E non so dove metterla. Ma na roba enorme.
E probabilmente è perché mercoledì sera digrignavo così tanto i denti, dal nervoso, che alla mattina mi sono ritrova senza un pezzo di incisivo.

E io non voglio rimanere senza denti, diavolo!

Mi scuso anche con il ragazzo dal cappello alla Vasco Rossi, non volevo augurati così tante morti violente, e non volevo nemmeno insultare i tuoi parenti. Però non è colpa mia se sei uno stronzo merdoso con un palo infilato nell’ano! 🙂
E alla biondina succhia peni…. Beh no a te non chiedo scusa. E vaffanculo.

Meglio tardi che mai.

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