Archivio | gennaio, 2014

Post ad alto tasso alcolico.

19 Gen

Quando una ragazza vi dice che è astemia non le credete perché non è vero! Se non beve le ragioni sono 2: o è già ubriaca e quindi consapevole del fatto che se solo annusasse dell’alcol vomiterebbe gin lemon fino al giorno dopo, oppure non ha mai bevuto; e in questo caso non si può considerare astemia, esattamente come non puoi dire che non ti piacciono i pomodori se non li hai mai assaggiati!

Le ragazze bevono per due diverse ragioni.

A) Perché siamo felici; se abbiamo passato l’esame, se il ragazzo che ci piace ci ha chiesto di uscire, se abbiamo preso le scarpe di Prada scontate, se fanno il nostro film preferito su Rai 2.

B) Perché siamo depresse; se non abbiamo superato l’esame, se il ragazzo che ci piace non si fa vivo, se le scarpe di Prada che volevamo sono finite, se in tv non c’è un cazzo.

Cosa beviamo? Vino (spesso se depresse), birra, super alcolici (spesso se felici).

Non ci facciamo problemi sopratutto se è offerto. Qui per quando mi riguarda sorge sempre un problema, si insomma io vorrei bere gratis, e chi non lo vorrebbe?! Però normalmente se un ragazzo ti offre da bere minimo si aspetta una limonata come segno di gratitudine. E metti che io non fossi fidanzata il problema sarebbe sempre lo stesso visto che solitamente chi ti paga il drink è sempre un roito (evviva il dialetto veneto), che usa l’alcol, in mancanza di doti fisiche, per cercare di combinare qualcosa. Che poi magari per pietà qualcuna una slinguazzata gliela da.

Quando una ragazza beve si ubriaca. Capita circa  80% delle volte. Quando una ragazza si ubriaca diventa imbarazzante.

é importante ricordarsi di:

– limitare gli sproloqui. La maggior parte delle volte il nostro “discorso” ruota attorno al fatto che non vogliamo essere considerate ubriache e dobbiamo dimostrarlo ai nostri interlocutori con  una prova di oratoria che manco Cicerone. Comunque il risultato è sempre lo stesso parole a caso, sbiascicate, ruttate, ululate. Tutto fuor che un discorso sensato. 

– Non scommettere. So che molte si sentono l’invincibile Hulk dopo un vodkatonic, però correre nuda per strada, limonare un over 60, mangiare la pizza caduta a terra, perché l’hai scommesso…. Ti causerà un gran pentimento la mattina dopo e maledirai la tua spavalderia.

– Evitiamo di chiedere altro alcool, sopratutto se siamo già in condizioni pietose. Avvinghiarsi alle amiche con faccia da cagnolino bastonato per avere un altro goccio di vino finisce solo per farci sembrare delle squallide mendicanti.

– Non rimorchiare. So che possono sembrare tutti dei modelli di Abercombie dopo del rum, ma nessuna ragazza vuole risvegliarsi al mattino nuda non si sa dove con a fianco un quattordicenne privo di peli pubici, anch’egli nudo.

– Non utilizzare il telefono! Evitatelo, come si evitano quelli che chiedono le firme a sostegno dei genitori in difficoltà ex tossicodipendenti con figli poveri, che salvano gli animali randagi per donargli una casa, che aiutano anche la ricerca contro l’unghia incarnita. Insomma il telefono ve lo dovete scordà!!! Che poi chiamiamo l’ex in lacrime dicendo che è colpa nostra; chiamiamo X e gli diciamo che vogliamo fare sesso; chiamiamo la nonna e …. – Scusa nonnina, ho sbagliato numero!-

– Non maneggiare un telefono è utile a evitare di immortalare (e poi postare sui vari social network) la serata. Perché non è che tutto i vostri 500 amici vi vogliono vedere come il sabato sera eravate con il trucco sfatto sopra un cubo a ballare la macarena. 

– Non cercare di chiarire asti passati perché finirà in scazzottata. E una scazzottata tra ragazze non è mai una vera scazzottata, è una cosa inguardabile.

E voi ieri sera che avete fatto?

S.

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Cose da amare.

15 Gen

Tette. Poppe. Davanzale. Seni. Ragazzacce. Bocce. Zinne.Tesori. Meloni. Bombe. E chi più ne ha più ne metta.

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Mai una volta ho sentito dire da una ragazza: – Ho delle belle tette!- Mai. Perché sono troppo grosse, troppo piccole, troppo laterali, troppo a punta, troppo vicine, troppo cascanti, troppo asimmetriche. A dirittura nascono delle vere e proprie liti tra ragazze, perché a Giulia non piacciono le sue e vuole quelle di Alessia, che però stravede per quelle più grosse di Lisa, lei però le considera ingombranti e vorrebbe quelle di Giada che vuole quelle di Sara che non le vuole affatto.  E non voglio aprire l’argomento capezzoli che se no è la fine!

Mai una volta ho sentito dire da un ragazzo: – Ha delle brutte tette!- Mai. Per loro sono sempre belle, sempre perfette. Se ce le hai piccole dichiarano di essere i membri anziani del partito che per primo ha decanato la bellezza dei seni piccoli e sodi. Se ce le hai grandi e cadenti dicono che Tanto é molto meglio di niente. A loro va bene tutto piuttosto che niente da toccare. 

E in fondo è di questo che abbiamo bisogno di qualcuno che ami le nostre poppe per quello che sono. Che tu pensi che la tua prima o seconda non attizzi ma sbagli, perché mi puoi cacciare una super scollatura senza sembrare la nuova volgare fidanzata di Hugh Hefner! E tu donna prosperosa non temere che lui affoghi sotto tutto quel ben di Dio, che se la caverà fidati.

Impariamo ad amare il nostro seno. Anche lui merita qualche complimento, qualche attenzione, eh! Che poi se proprio proprio non lo sopporti ce sta sempre il chirurgo.

Baci

S.

Il baccalà

5 Gen

Credo che mi piacciano le persone, visto che anche quando le odio tutto sommato mi piace odiarle.

Adoro le persone quando sono tante.

Quando diventano una folla, una massa. Ai concerti, agli stadi, accalcate per le strade, in discoteca, ma anche, e sopratutto alle cene con l’esercito di parenti. E in queste occasioni ci sono da un lato io dall’altro gli Altri.

Gli Altri sono come un’onda altissima che avanza verso di me, e il mio momento preferito è quando trattengo il fiato e l’onda mi sommerge. Sott’acqua non si riesce a parlare, allora guardo: le espressioni di gioia, stupore, lo sguardo malizioso che la ragazza mora lancia al ragazzo al aldilà della sala; la delusione del rigore sbagliato, la mamma che pulisce il naso al figlio mentre urla al telefono, le lacrime quando Jovanotti canta a te; i gesti teatrali dello zio dopo le prese in giro di quel tipo seduto di fianco a mio cugino, che deduco essere un mio parente di ottavo grado. 

I minuti passano a volte anche le ore mentre in silenzio osservo, capto conversazioni tra amici ritrovati dopo anni, di famiglie spezzate, della crisi ( molto frequentemente), di come poter abbordare il ragazzo aldilà della sala, della pasta che per lo zio è sempre cruda… 

Finché Andrea non mi scuote risentito delle poche attenzioni da parte mia.
-smettila di fare il baccalà ogni volta!-

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Baci.
S.